ANPI VIADANESE “Lucia Sarzi, NAZA, il film più visto in Italia, Villastrada di Dosolo MN
Sabato 24.10 ore 21:15 e Domenica 25.10 ore 18:00 e ore 21:00
Il titolo del film “NAZA” allude al processo di trasformazione della vita umana in un dato numerico. Naza è infatti un acronimo utilizzato nell’intelligence militare israeliana per indicare il numero di vittime civili che si prevede possano essere provocate da un bombardamento. Una definizione apparentemente neutra, burocratica, che proprio nella sua neutralità linguistica rivela l’orrore di un sistema capace di incorporare preventivamente la morte dei civili nel calcolo di un’operazione militare. Il film insiste così sul momento in cui la violenza smette di essere soltanto un atto e diventa procedimento: qualcosa che può essere previsto, quantificato, autorizzato e infine eseguito a distanza.
Attraverso le testimonianze anonime di 24 militari e membri dell’intelligence israeliana, vengono ricostruiti i meccanismi tecnologici e operativi alla base dei bombardamenti israeliani su Gaza e della morte di civili palestinesi. Girato di notte dai tetti di Tel Aviv, il film mette in relazione la normalità della città israeliana con la violenza esercitata a poche decine di chilometri di distanza.

A distanza di due anni da “NO OTHER LAND”, il documentario premiato con l’Oscar nel 2025, Yuval Abraham e Rachel Szor tornano a interrogare la realtà israeliano-palestinese spostando radicalmente il punto di osservazione. Se il film precedente nasceva dalla condivisione diretta di un territorio e di una condizione di oppressione, Naza sceglie infatti di penetrare dall’interno i meccanismi che hanno reso possibile la sistematica uccisione di civili palestinesi nella Striscia di Gaza. Ne deriva un’opera di straordinario impatto emotivo, documentale e politico, nella quale l’inchiesta giornalistica viene sottoposta a un’efficace formalizzazione cinematografica.
Naza è anche un film sul rapporto fra visibile e invisibile. Le immagini di Gaza sono relativamente poche: ciò che si vede sono soprattutto volti cancellati, schermi, tetti, luci urbane e una città apparentemente normale. Ma proprio tale sottrazione produce una forma di inquietudine ancora più disturbante, perché il film sembra chiedere allo spettatore di immaginare ciò che la macchina da presa ha deciso di non mostrare.
Premio speciale della Giuria a Venezia 83.
Regia: Yuval Abraham e Rachel Szor
UK/USA, 2026
Durata: 80′

